Brevi accenni sul diritto d’autore nella musica

Quando si parla di diritto d’autore non si puo’ non parlare di musica.

La musica è, senza alcun dubbio, una delle più importanti forme di espressione fra quelle protette dal diritto d’autore.

L’art. 1 l.d.a. recita: “sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono (…) alla musica (…)“.

L’art. 2 l.d.a . elenca fra le opere protette dal diritto d’autore: “le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale“.

Il diritto d’autore, a differenza degli altri diritti di proprietà intellettuale (marchio brevetti), non richiede registrazioni. La creazione di un’opera è di per sé sufficiente a far acquisire in capo al suo autore i relativi diritti.

Per essere creata, un’opera dell’ingegno non può restare nel mondo delle idee. Essa deve esprimersi nel mondo materiale.

Nel caso specifico, un’opera musicale nasce quando viene scritta su uno spartito, quando viene registrata oppure semplicemente quando viene per la prima volta eseguita o anche soltanto canticchiata sotto la doccia.

La musica si esprime in varie forme e il diritto d’autore riconosce vari oggetti di tutela quali la composizione; l’esecuzione e i fonogrammi contenenti l’opera eseguita e registrata.

Ognuna di queste forme in cui la musica si esprime è oggetto di diritti che la Legge n. 633/41 riconosce in capo a diversi soggetti ossia l’autore della composizione musicale; gli artisti interpreti ed esecutori; il produttore del fonogramma.

L’opera musicale nasce nel momento in cui esce dalla mente dell’autore per esprimersi in una forma tangibile o, nel caso della musica, udibile. Affinché ciò avvenga, non è necessario che l’opera sia eseguita (suonata). La trascrizione della composizione su uno spartito nasce anche il diritto d’autore sulla musica.

Soltanto l’autore (o gli autori, quando sono più di uno) vanta originariamente dei diritti sulla composizione. Trattasi dei diritti morali d’autore e dei diritti di utilizzazione economica. Mentre i diritti morali restano sempre ed inevitabilmente in capo all’autore, i diritti di utilizzazione economica possono essere ceduti dall’autore ad un editore ossia quel soggetto che gestisce i diritti di sfruttamento economico sulla composizione,ovvero sull’opera musicale in sé.

Per raggiungere il suo scopo, una musica deve essere eseguita e cioé suonata.

Il contributo portato all’opera musicale dagli artisti interpreti edesecutori è anch’esso oggetto di diritti: si tratta dei cosiddetti diritti connessi. E’ chiaro che, quando l’esecutore è lo stesso autore, questi diritti coincidono in capo alla stessa persona.

Per permettere la diffusione di una composizione musicale anche al di fuori dei concerti, occorre registrarla. Ecco allora che una specifica esecuzione dell’opera musicale viene fissata all’interno di un fonogramma.

Il produttore di fonogrammi, generalmente una casa discograca, è il soggetto che assume l’iniziativa e la responsabilità della prima fissazione di un’esecuzione. Questo soggetto vanterà sul fonogramma dei diritti connessi, quali quello di autorizzarne o vietarne la riproduzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito